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Ricerca e Sviluppo

Il Centro di Ricerca

Progetti di ricerca promossi da imprese pubbliche o private

Il Centro Ricerche e Studi dei Laghi, spin-off accademico iscritto allo schedario Anagrafe Nazionale delle Ricerche del MIUR e certificato da Unioncamere come Centro di Trasferimento Tecnologico 4.0 (secondo il decreto direttoriale MISE del 22/12/17), offre la sua assistenza mediante Contratti di Ricerca per lo sviluppo di progetti di ricerca promossi da Imprese Pubbliche o Private, Istituzioni e Professionisti del settore, volti a realizzare processi o prototipi innovativi nelle aree tematiche dei 7 Dipartimenti.

Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo

La vigente normativa che istituisce un credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo è stata riformata in diverse occasioni; l’ultima modifica in ordine cronologico è avvenuta con la Legge n. 232 del 11/12/2016 (Legge di Stabilità), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21/12/2016.
L’attuale regime normativo è in vigore, salvo ulteriori modifiche, sino al 31 dicembre 2020.

Soggetti beneficiari

L’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione è individuato dal comma 1 dell’articolo 3 del decreto Destinazione Italia, ai sensi del quale il credito di imposta in esame è attribuito a “tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo”. A tale proposito, si precisa che sono ammesse all’agevolazione sia le imprese residenti nel territorio dello Stato, sia le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di imprese non residenti.

La ricerca agevolabile

In via preliminare, si precisa che le attività di ricerca e sviluppo, che devono ricadere nell’elencazione contenuta nelle menzionate disposizioni, possono essere svolte anche in ambiti diversi da quelli scientifico e tecnologico (ad esempio, in ambito storico o sociologico) atteso che, in linea generale, le attività di ricerca e sviluppo sono volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni.

Tipologie di investimenti ammissibili

    Le tipologie di spesa agevolabili sono quattro e, nello specifico, quelle relative a:

    1. personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
    2. quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle Finanze 31 dicembre 1988;
    3. spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative di cui all’articolo 25 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221;
    4. competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

Determinazione dell’agevolazione

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 50 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, ovvero nel minor periodo della data di costituzione.
Il credito di imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di euro 20 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 30.000.

Utilizzo e rilevanza del credito d’imposta

Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello i cui costi sono stati sostenuti.
Il credito di imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi e più precisamente, il credito di imposta deve essere indicato nel quadro RU del modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta nel corso del quale il credito stesso è maturato.
Relativamente ai limiti di utilizzo del credito di imposta in esame, il comma 9 dell’articolo 3, ripreso dall’articolo 6, comma 4, del Decreto attuativo, prevede che allo stesso “non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e di cui all’articolo 34 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni”.

Cumulo con altre agevolazioni

In merito alla cumulabilità del credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo con altre misure di favore, si fa presente che l’articolo 3 del decreto Destinazione Italia, al pari delle precedenti disposizioni istitutive di agevolazioni fiscali in materia di ricerca e sviluppo (i.e., l’articolo 1, commi da 280 a 284, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonché l’articolo 1 del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70), non reca alcuna specifica previsione finalizzata a disciplinare tale aspetto.
Alla luce di quanto finora rappresentato, si ritiene che dalle disposizioni dell’articolo 9 del Decreto attuativo non può ricavarsi, a contrario, un divieto generalizzato di cumulo con altre misure agevolative non espressamente contemplate.

Documentazione

In materia di adempimenti documentali che le imprese beneficiarie sono tenute a rispettare, ai fini dei successivi controlli, il primo periodo del comma 11 dell’articolo 3, ripreso dal primo periodo del comma 1 dell’articolo 7 del Decreto attuativo, richiede la predisposizione di “apposita documentazione contabile” che deve essere “certificata” dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel Registro dei Revisori Legali di cui al Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.
La documentazione richiesta ai fini dei controlli va certificata entro la data di approvazione del bilancio ovvero, per i soggetti che non sono tenuti all’approvazione del bilancio, entro il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio in cui sono stati effettuati gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

Normativa di riferimento

  • Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, C198 del 27/06/2014
  • Decreto Legge n. 145 del 23/12/2013, convertito con modificazioni dalla Legge 21 febbraio 2014
  • Legge n. 190 del 23/12/2014 (Legge di Stabilità)
  • Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 97/E del 25/11/2015
  • Ministero dello Sviluppo Economico del 27 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2015
  • Agenzia delle Entrate, Circolare n. 5/E del 16/03/2016
  • Legge n. 232 del 11/12/2016 (Legge di Stabilità)