Please enable JS

Ricerca e Sviluppo

Progetti di ricerca promossi da imprese pubbliche o private

Il Centro Ricerche e Studi dei Laghi offre la sua assistenza, mediante Contratti di Ricerca, allo sviluppo di progetti di ricerca promossi da Imprese Pubbliche o Private, Istituzioni e Professionisti del settore, volti a realizzare processi o prototipi innovativi nelle aree tematiche dei Dipartimenti.

Normativa

Appendice normativa

  • Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, C198 del 27/06/2014
  • Decreto Legge n. 145 del 23/12/2013, convertito con modificazioni dalla Legge 21 febbraio 2014
  • Legge n. 190 del 23/12/2014 (Legge di Stabilità)
  • Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 97/E del 25/11/2015
  • Ministero dello Sviluppo Economico del 27 maggio 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 174 del 29 luglio 2015
  • Agenzia delle Entrate, Circolare n. 5/E del 16/03/2016
  • Legge n. 232 del 11/12/2016 (Legge di Stabilità)

Credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo

  • La vigente normativa che istituisce un credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo è stata riformata in diverse occasioni; l’ultima modifica in ordine cronologico è avvenuta con la Legge n. 232 del 11/12/2016 (Legge di Stabilità), pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21/12/2016.
  • L’attuale regime normativo è in vigore, salvo ulteriori modifiche, sino al 31 dicembre 2020.

Soggetti beneficiari

  • L’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione è individuato dal comma 1 dell’articolo 3 del decreto Destinazione Italia, ai sensi del quale il credito di imposta in esame è attribuito a “tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo”.
  • In proposito, si precisa che sono ammesse all’agevolazione sia le imprese residenti nel territorio dello Stato che le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di imprese non residenti.

La ricerca agevolabile

  • In via preliminare, si precisa che le attività di ricerca e sviluppo, che devono ricadere nell’elencazione contenuta nelle menzionate disposizioni, possono essere svolte anche in ambiti diversi da quelli scientifico e tecnologico (ad esempio, in ambito storico o sociologico) atteso che, in linea generale, le attività di ricerca e sviluppo sono volte all’acquisizione di nuove conoscenze, all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni.
  • L’elencazione delle attività ammissibili ricalca sostanzialmente le “Definizioni” recate dal paragrafo 1.3, punto 15, della vigente “Disciplina degli aiuti di Stato a favore di ricerca, sviluppo e innovazione” di cui alla Comunicazione della Commissione (2014/C 198/01) del 27 giugno 2014 (pubblicata nella GUUE C/198 del 27 giugno 2014) relative, rispettivamente, alla “ricerca fondamentale” (lettera m), alla “ricerca industriale” (lettera q) e allo “sviluppo sperimentale” (lettera j).

Tipologie di investimenti ammissibili

  • Le tipologie di spesa agevolabili sono quattro e, nello specifico, quelle relative a:
    1. personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
    2. quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei limiti dell’importo risultante dall’applicazione dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro delle Finanze 31 dicembre 1988;
    3. spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati, e con altre imprese, comprese le start-up innovative di cui all’articolo 25 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221;
    4. competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

Determinazione dell’agevolazione

  • Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 50 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015, ovvero nel minor periodo della data di costituzione.
  • Il credito di imposta è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di euro 20 milioni per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 30.000.

Utilizzo e rilevanza del credito d’imposta

  • Il credito di imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello i cui costi sono stati sostenuti.
  • Il credito di imposta deve essere indicato nella relativa dichiarazione dei redditi e più precisamente, il credito di imposta deve essere indicato nel quadro RU del modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta nel corso del quale il credito stesso è maturato.
  • Relativamente ai limiti di utilizzo del credito di imposta in esame, il comma 9 dell’articolo 3, ripreso dall’articolo 6, comma 4, del Decreto attuativo, prevede che allo stesso “non si applicano i limiti di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e di cui all’articolo 34 della Legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni”.

Cumulo con altre agevolazioni

  • In merito alla cumulabilità del credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo con altre misure di favore, si fa presente che l’articolo 3 del decreto Destinazione Italia, al pari delle precedenti disposizioni istitutive di agevolazioni fiscali in materia di ricerca e sviluppo (i.e., l’articolo 1, commi da 280 a 284, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296, nonché l’articolo 1 del Decreto Legge 13 maggio 2011, n. 70), non reca alcuna specifica previsione finalizzata a disciplinare tale aspetto.
  • Alla luce di quanto finora rappresentato, si ritiene che dalle disposizioni dell’articolo 9 del Decreto attuativo non può ricavarsi, a contrario, un divieto generalizzato di cumulo con altre misure agevolative non espressamente contemplate.

Documentazione

  • In materia di adempimenti documentali che le imprese beneficiarie sono tenute a rispettare, ai fini dei successivi controlli, il primo periodo del comma 11 dell’articolo 3, ripreso dal primo periodo del comma 1 dell’articolo 7 del Decreto attuativo, richiede la predisposizione di “apposita documentazione contabile” che deve essere “certificata” dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel Registro dei Revisori Legali di cui al Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 39.
  • La documentazione richiesta ai fini dei controlli va certificata entro la data di approvazione del bilancio ovvero, per i soggetti che non sono tenuti all’approvazione del bilancio, entro il termine di 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio in cui sono stati effettuati gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo.