Il credito d’imposta ricerca e sviluppo si conferma operativo al 10% fino al 31 dicembre 2031, con un massimale annuo di 5 milioni di euro. Al contrario, il credito d’imposta innovazione tecnologica - ordinaria, 4.0 e green - è scaduto il 31 dicembre 2025 senza proroga. Il credito design e ideazione estetica viene invece rilanciato per il 2026 con aliquota raddoppiata al 10% e fruizione in unica quota, ma con un plafond complessivo limitato a 60 milioni di euro. Per le imprese, orientarsi in questa nuova configurazione è decisivo per evitare contestazioni e pianificare correttamente il beneficio fiscale.
Nel 2026 il panorama degli incentivi fiscali all’innovazione si presenta profondamente mutato rispetto agli anni precedenti. Con la Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 199), lo Stato ha operato una selezione netta: alcune misure sono state confermate e rafforzate, altre sono definitivamente tramontate. Comprendere questa distinzione è il primo passo per una pianificazione fiscale corretta nel 2026.
Il credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo - disciplinato dall’art. 1, comma 200 della L. 27 dicembre 2019, n. 160 - continua ad applicarsi con aliquota del 10% sulla base di calcolo al netto di altre sovvenzioni, nel limite massimo annuale di 5 milioni di euro. La misura è confermata fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2031, garantendo così un orizzonte temporale di lungo periodo per le imprese che investono in ricerca fondamentale, industriale o sviluppo sperimentale.
Scenario opposto per il credito d’imposta innovazione tecnologica (comma 201, aliquota ordinaria al 5%) e per il credito per innovazione tecnologica 4.0 e green (comma 203): entrambe le misure si sono concluse con il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2025 e non sono state prorogate dalla Legge di Bilancio 2026. Si tratta di un’assenza significativa, che lascia sprovviste di copertura fiscale automatica tutte quelle attività di innovazione tecnologica non classificabili come ricerca e sviluppo in senso stretto. Le imprese che si trovano in questa zona grigia devono rivedere la propria pianificazione con urgenza.
Sul versante del design e ideazione estetica (comma 202), la Legge di Bilancio 2026 porta invece una novità positiva. La misura - destinata ai settori che rinnovano periodicamente i propri prodotti, come moda, arredo, tessile e oreficeria - viene prorogata per il 2026 con aliquota raddoppiata al 10% (dal precedente 5%), massimale invariato di 2 milioni di euro, e una modalità di fruizione accelerata: il credito è utilizzabile in unica quota annuale, anziché nelle tradizionali tre rate. Va tenuto conto, tuttavia, che lo stanziamento complessivo è limitato a 60 milioni di euro per il 2026: chi opera in questi settori ha interesse a procedere senza indugio nella predisposizione della documentazione.
| Tipologia di attività | Aliquota 2026 | Massimale annuo | Scadenza / note |
|---|---|---|---|
| Ricerca e Sviluppo (ricerca fondamentale, industriale, sviluppo sperimentale) | 10% | € 5.000.000 | Confermato fino al 31/12/2031 |
| Innovazione tecnologica ordinaria (comma 201) - Innovazione 4.0 e green (comma 203) | - NON PROROGATA - | n/a | Scaduta il 31/12/2025. Nessuna proroga nella L. 199/2025. |
| Design e ideazione estetica (comma 202) - settori moda, arredo, oreficeria | 10% (era 5%) | € 2.000.000 | Solo 2026. Plafond totale: €60 mln. Fruizione in unica quota. |
Va segnalato un elemento di particolare rilievo sul piano della liquidità: la norma che avrebbe vietato, a partire dal 1° luglio 2026, l’utilizzo dei crediti d’imposta agevolativi per compensare i contributi INPS e INAIL è stata stralciata dal Senato prima dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026. I crediti R&S restano quindi pienamente utilizzabili in compensazione anche per obbligazioni previdenziali, senza restrizioni aggiuntive rispetto all’impianto previgente.
Per entrambe le misure ancora attive - credito R&S e credito design - il quadro documentale richiesto dalla normativa è sostanzialmente allineato, con alcune differenze operative significative.
In primo luogo, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione, le spese sostenute per adempiere a tale obbligo sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro.
In secondo luogo, le imprese sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica asseverata che illustri finalità, contenuti e risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d’imposta. Per le attività commissionate a terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata dal soggetto commissionario.
Per il credito R&S, è inoltre obbligatoria la comunicazione preventiva tramite portale GSE (ai sensi del D.D. MIMIT 24 aprile 2024 e del D.L. 29 marzo 2024, n. 39, art. 6), oltre alla successiva comunicazione di completamento. Per il credito design, la Legge di Bilancio 2026 introduce un’ulteriore comunicazione specifica al MIMIT recante l’ammontare delle spese sostenute e il relativo credito maturato.
| Adempimento | R&S (comma 200) | Design (comma 202) |
|---|---|---|
| Certificazione spese (revisore legale) | Obbligatoria | Obbligatoria |
| Relazione tecnica asseverata | Obbligatoria | Obbligatoria |
| Comunicazione preventiva al GSE | Sì (D.D. 24/04/2024) | Sì |
| Comunicazione di completamento GSE | Sì | Sì |
| Comunicazione spese a MIMIT (aggiuntiva) | No | Sì (L. 199/2025) |
| Certificazione Albo MIMIT (facoltativa) | Fortemente raccomandata | Prevista |
| Fruizione F24 | 3 quote annuali | Unica quota 2026 |
Nell’attuale contesto normativo - in cui il credito innovazione tecnologica è scaduto e la distinzione tra attività di R&S e attività di innovazione non qualificata è diventata fiscalmente discriminante - la procedura di certificazione tecnico-scientifica tramite l’Albo dei Certificatori istituito presso il MIMIT acquista un peso strategico crescente.
Ai sensi dell’art. 23 del D.L. 21 giugno 2022, n. 73, convertito con L. 122/2022, le imprese possono richiedere una certificazione che attesti la qualificazione degli investimenti effettuati o da effettuare ai fini della loro classificazione nelle attività ammissibili al beneficio. L’Albo è stato aggiornato con decreto direttoriale del 26 novembre 2025; il flusso di dati automatico verso l’Agenzia delle Entrate, disciplinato dal D.D. MIMIT del 22 luglio 2025, è pienamente operativo con cadenza quindicinale.
La certificazione è facoltativa ma offre la cosiddetta penalty protection: in presenza di certificazione tecnico-scientifica rilasciata da un soggetto iscritto all’Albo, l’Agenzia delle Entrate non potrà contestare l’ammissibilità tecnica del progetto in sede di verifica, salvo ipotesi di frode o dolo. Va sottolineato, sotto il profilo operativo, che la certificazione può coprire anche investimenti già effettuati in anni precedenti, purché non siano stati emessi atti di accertamento definitivi. Questo crea una finestra di opportunità per “mettere in sicurezza” crediti degli esercizi pregressi.
Il credito d’imposta R&S è cumulabile con altri incentivi che insistano sugli stessi costi, a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. A tal proposito, vale ricordare la compatibilità con il regime del Patent Box (iperdeduzione 110%), fermo restando che i due strumenti sono alternativi sui medesimi costi: occorre pertanto una puntuale separazione analitica e una scelta ex ante di quale strumento applicare progetto per progetto.
Una maggiorazione del 50% della base di calcolo del credito R&S è riconosciuta nel caso in cui l’impresa sostenga costi per commesse di ricerca e sviluppo affidate a università, enti di ricerca italiani o start-up innovative: un elemento rilevante per le imprese che operano in ecosistemi di ricerca collaborativa, come quelli in cui CRSL è attivo in qualità di Organismo di Ricerca accreditato MUR.
| Certificazione R&S, Innovazione e Design |
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CRSL è certificatore iscritto all’Albo MIMIT (D.D. 15/05/2024 n. 7293), abilitato nei 14 principali ambiti progettuali. Il servizio copre la qualificazione tecnica delle attività, la predisposizione del dossier documentale per la penalty protection e il supporto nei rapporti con MIMIT e Agenzia delle Entrate. |
| Credito d’Imposta R&S |
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Analisi di ammissibilità delle attività svolte, calcolo della base agevolabile, supporto alla redazione della relazione tecnica asseverata e gestione delle comunicazioni GSE. |