11 Maggio 2026
La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025 n. 199) ha rifinanziato i Contratti di Sviluppo con 550 milioni di euro complessivi fino al 2029, confermando uno degli strumenti di finanza agevolata con la più alta intensità di aiuto disponibile nel sistema nazionale per grandi investimenti industriali. Gestito da Invitalia su delega del MIMIT, il Contratto di Sviluppo finanzia programmi di investimento di rilevante dimensione - soglia minima 20 milioni di euro per il settore industriale, ridotta a 7,5 milioni per l'agroindustriale - con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati fino al 70% dei costi ammissibili. Nel 2026 lo strumento è particolarmente orientato verso investimenti in tecnologie Net Zero, reshoring di produzioni strategiche e manifattura avanzata.
Nel panorama delle agevolazioni alle imprese ridisegnato dalla Legge di Bilancio 2026, i Contratti di Sviluppo occupano una posizione distinta rispetto agli strumenti di tax credit - come il nuovo iperammortamento o il credito d'imposta R&S - in quanto non agiscono sulla leva fiscale ma sulla struttura finanziaria del progetto di investimento. Il contributo a fondo perduto in conto impianti riduce direttamente il valore netto dell'investimento da finanziare, migliorando il tasso interno di rendimento (TIR), il payback period e il debt service coverage ratio del progetto.
Il D.Lgs. 27 novembre 2025 n. 184 (Codice degli Incentivi), entrato in vigore il 1° gennaio 2026, ha consolidato il quadro normativo di riferimento razionalizzando le procedure di accesso senza modificare la sostanza dello strumento. Sul piano della disciplina specifica, la norma primaria rimane il D.M. MIMIT 9 dicembre 2014, aggiornato da ultimo con il D.M. MIMIT 6 novembre 2024, che ha introdotto una più precisa definizione dei programmi di sviluppo turistici, una revisione delle agevolazioni per l'agroindustriale con investimenti oltre 50 milioni di euro e l'aggiornamento dell'elenco delle tecnologie ammissibili per i progetti di R&S collegati.
La dotazione della Legge di Bilancio 2026 è così ripartita: 250 milioni di euro per il 2027, 50 milioni per il 2028 e 250 milioni per il 2029. La concentrazione delle risorse nella seconda metà del periodo non preclude l'accesso immediato: lo sportello è a scorrimento cronologico e le domande presentate nel 2026 vengono istruite secondo l'ordine di arrivo, indipendentemente dall'anno di effettiva erogazione delle risorse.
| Parametro | Dettaglio | Nota operativa |
|---|---|---|
| Investimento minimo - Settore industriale | 20 milioni di euro | Comprende manifatturiero, logistica avanzata, energia rinnovabile |
| Investimento minimo - Settore agroindustriale | 7,5 milioni di euro | Trasformazione e commercializzazione prodotti agricoli |
| Investimento minimo - Settore turistico | Variabile (ridotta per aree interne) | Sportello temporaneamente chiuso dal 01/07/2025 |
| Forma dell'agevolazione | Contributo a fondo perduto + finanziamento agevolato | Mix personalizzabile in base al profilo del progetto |
| Intensità massima di aiuto | Fino al 70% dei costi ammissibili | In base a dimensione impresa e localizzazione (GBER art. 14) |
| Dotazione 2026-2029 (L. 199/2025) | 550 milioni di euro (250 mln nel 2027, 50 mln 2028, 250 mln 2029) | Risorse concentrate nella seconda metà del periodo |
| Fast track - Accordo di Sviluppo | Valutazione garantita entro 90 giorni | Coinvolgimento diretto MIMIT, Invitalia e Regioni cofinanziatrici |
| Procedura di presentazione | Piattaforma online Invitalia - SPID/CNS/CIE + firma digitale | Sportello ordinario a scorrimento cronologico |
| Regime di aiuto | Art. 14 Reg. UE 651/2014 (GBER) | Registrazione obbligatoria nel Registro Nazionale Aiuti di Stato |
| Normativa di riferimento | D.Lgs. 27 novembre 2025 n. 184 (Codice degli Incentivi) | Ha consolidato il quadro precedente senza modificare la sostanza |
I Contratti di Sviluppo si articolano in quattro macro-settori di intervento, ciascuno con caratteristiche specifiche in termini di soglie minime, intensità di aiuto e tipologie di spese ammissibili. Nel 2026, tre elementi qualificano lo strumento rispetto al passato: il focus sulle tecnologie Net Zero, la copertura di settori industriali strategici e la disponibilità di una procedura accelerata (fast track) per i progetti di maggiore dimensione.
| Settore / Tipologia | Programmi ammissibili | Priorità strategiche 2026 |
|---|---|---|
| Industriale | Nuovi impianti, ampliamento, riconversione, investimenti R&S collegati | Net Zero, manifattura avanzata, reshoring, tecnologie pulite |
| Agroindustriale | Trasformazione, commercializzazione, valorizzazione filiera | Tracciabilità, economia circolare, export di qualità |
| Turistico | Nuove strutture ricettive, digitalizzazione, riqualificazione (sportello chiuso) | Premium hospitality, sostenibilità ambientale |
| Tutela ambientale | Impianti FER, efficienza energetica, economia circolare | Settore prioritario, cumulabile con altri incentivi green |
Vale la pena segnalare che dal 19 gennaio 2026 Invitalia ha aperto un nuovo sportello PNRR specificamente dedicato alle tecnologie pulite, con una dote di 1,7 miliardi di euro. Questo sportello affianca - senza sostituire - lo sportello ordinario dei Contratti di Sviluppo e si rivolge a imprese che investono in batterie, pannelli fotovoltaici, turbine eoliche, elettrolizzatori, sistemi CCUS e recupero di materie prime critiche. La coesistenza dei due canali offre alle imprese del settore energetico e manifatturiero avanzato una flessibilità inedita nella costruzione della strategia di finanziamento.
A differenza dei tax credit - che operano in modo automatico previa comunicazione telematica - i Contratti di Sviluppo richiedono un processo istruttorio articolato. Invitalia valuta la sostenibilità finanziaria del programma, l'impatto industriale atteso (occupazione, indotto, filiere coinvolte) e la coerenza delle spese previste con le voci ammissibili. Il fascicolo di candidatura deve includere: un business plan dettagliato con previsioni economico-finanziarie a 5 anni, una documentazione tecnica di progetto con cronoprogramma delle spese e milestone SAL, i bilanci certificati degli ultimi tre esercizi e la documentazione societaria completa.
Un elemento pratico da non trascurare: è consigliabile arrivare alla presentazione con DURC regolare, assetto societario chiaro e piano autorizzativo già avviato. Lacune in questi aspetti non impediscono tecnicamente la presentazione, ma rallentano l'istruttoria e possono compromettere la posizione in graduatoria in un sistema a scorrimento cronologico.
Per programmi di investimento di rilevante dimensione è attivabile la procedura dell'Accordo di Sviluppo fast track: la valutazione è garantita entro 90 giorni, con coinvolgimento diretto di MIMIT, Invitalia e delle Regioni cofinanziatrici. Questa procedura è la via preferenziale per gli investitori strategici che hanno un vincolo temporale nella decisione di localizzazione - tipicamente i casi di reshoring o di nuova apertura di siti produttivi per cui esistono alternative localizzative europee.
Sotto il profilo della cumulabilità, i Contratti di Sviluppo si prestano a essere integrati con altri strumenti purché il cumulo non superi il 100% del costo ammissibile dell’investimento. In particolare, risulta frequente la combinazione con:
Un aspetto da presidiare con attenzione è la verifica preventiva degli aiuti di Stato già ricevuti dall’impresa, con particolare riguardo al rispetto dei massimali de minimis e delle intensità previste dal GBER. La registrazione nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato è obbligatoria e viene gestita da Invitalia in sede di concessione.
Bandi e Grandi Progetti
CRSL supporta le imprese nell'accesso ai Contratti di Sviluppo e agli altri strumenti di finanza agevolata di rilevante dimensione: dall'analisi di fattibilità alla costruzione del business plan, dalla gestione dell'istruttoria Invitalia alla rendicontazione delle spese ammissibili. Il team affianca anche nella costruzione di strategie di cumulo ottimali tra Contratto di Sviluppo, ZES Unica, Nuova Sabatini e iperammortamento.